venerdì 11 dicembre 2015

Dolci risvegli

Mattina. Ore:6.00.
Dormiveglia. La consapevolezza di un’altra giornata faticosa. Il caldo abbraccio del piumone. Sapere di avere ancora a disposizione una mezz’oretta di silenzio e pace. E poi voci in tedesco. Nella stanza. Al mio fianco. Scarica di adrenalina, scatto a sedere. Accanto a me, sorella guarda questo video su youtube. Senza cuffie. Volume al massimo.
-Sorella, che organo genitale maschile fai?
- Guardo il video.
-Alle sei del mattino?
-Si.
-Ma sei una…
-Pensavo fossi sveglia, ho sentito che ti muovevi. Rimettiti a dormire.
Stizzita, recupero il cellulare, la vestaglia e sfido il freddo del mondo al di fuori del piumone. Con mezz’ora d’anticipo. In cucina, imbisciata come poche volte nella vita, metto su la caffettiera. Dalla camera non si sente più nulla. Si sarà rimessa a dormire. Lo fa, lo fa, ne è capace.
Aspetto ancora una decina di minuti. E poi sparo lo stesso video al massimo del volume. Dal pc, che ha le casse più potenti.
Mi arriva un messaggio su Whatsapp.
Ti stai vendicando?

Si.

Sei una personcina astiosa. È un bellissimo video natalizio.

L’anziano signore è un mattacchione.

Stiamo messaggiando a meno di sette metri di distanza.

La colpa è tua.

Il caffè è pronto?

Si.

Mi sto alzando.

Sciabattare pallido e assorto. Sorella emerge nel vano della porta e si dirige tronfia verso la caffettiera.
-Se lo facessi ogni mattina, sarebbe un buon modo per trovare il caffè pronto.
-O per non arrivare a Natale con tutti gli arti che madre natura ti ha fornito alla nascita.
-E pace in terra agli uomini di buona volontà.

Sciabatta verso il bagno. 

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